Miami Kebby

Ed ecco un’altra persona affamata. Negli ultimi due mesi, la porta di Miami Kebby ha visto entrare un numero sorprendente di nuovi clienti, tutto merito del nuovo proprietario. Assad, infatti, ha fatto del kebab un cibo squisito, grazie ad un ingrediente segreto. In molti sono gelosi e hanno esaminato il kebab in ogni suo componente, per trovare il suo punto di forza. Gli hanno offerto fior di quattrini per svelare la ricetta, ma lui non cede. Dice che è una tradizione famigliare, che si trasmette di generazione in generazione.

Metà del successo è dovuto alla sua simpatia. Assad è socievole ed estroverso e sa come intrattenere la clientela. Un paio di volte a settimana, fa scoppiare il suo piccolo “pubblico” in risate e applausi.

Nonostante sia benvoluto, non mancano le dicerie. C’è chi dice, che un altro ha detto, che qualcuno lo ha visto piangere o strapparsi i capelli, parlare parole irripetibili o fare discorsi incomprensibili. Girano poi voci sulla sua famiglia. Tutti i membri sono stati uccisi orribilmente in circostanze misteriose. Colpevole sconosciuto, nessun indagato. Le vittime vengono sbudellate, gli organi estratti e praticati tagli profondi sui polsi, per poi essere appese a testa in giù per farle dissanguare. Vengono poi amputate le estremità: le dita delle mani e dei piedi, il naso e le orecchie.

La famiglia di Assad si è trasferita negli Stati Uniti per realizzare il sogno Americano, per poi finire scuoiata agganciata a testa in giù. Il padre era una figura carismatica e aveva dato l’avvio all’attività. La sorella si era sposata da poco e aveva lasciato un figlio da crescere. La madre, una parte importante della comunità lì in Pakistan, aveva sul dorso della mano destra una voglia che si estendeva dal polso fin sulle dita. Si pensava avesse poteri curativi e i malati spesso la pregavano di compiere miracoli con le sue mani. Assad non parla mai dei suoi parenti e, quando salta fuori il discorso, cambia frettolosamente argomento.

La fama di Miami Kebby, insieme alle dicerie, è giunta alle orecchie del primo cittadino. Un intero tavolo è riservato al sindaco e alla sua famiglia. I kebab vengono ordinati: niente piccante per la moglie, senza cipolla per i figli e solo carne per il padre. Il sindaco dà un morso saldo e masticando pensa “buono” tra sé e sé, ma nel dare un altro morso i denti si bloccano. C’è qualcosa di duro. Lo estrae, lo fissa qualche secondo, inizia a tremare e a sudare. Dalle mani lascia cadere un dito, con sopra una voglia.

Ringrazio Anna per l’idea e per la correzione delle bozze.

Annunci

Cosa ne pensi...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...