Se lo vuoi, lo avrai

Il vento accarezza i capelli di Roberto. I pensieri sono lenti e profondi. Si chiude la giacca. Gli vengono i brividi, sia per il freddo, sia per l’altezza.

I suoi l’avevano fatto con amore, quell’amore che fa spaccare i preservativi e con cui ti ritrovi un figlio. Gli hanno sempre voluto bene, sopratutto quando se ne è andato di casa. Gli rinfacciavano tutto, lui non era mai abbastanza, c’era sempre qualcuno più bravo. «Guarda quello s’è spaccato la gamba! E tu? Cosa? Un semplice mignolo? Bah!»

Al lavoro ha avuto una promozione, ferie aumentate a 24/24, 7/7. L’hanno cacciato a calci nel sedere, anche da quell’unico lavoro che erano stati disposti a concedergli. Quando, invece di fare il cameriere, fai l’equilibrista da circo, non equilibrato, che spappola i piatti di pasta in faccia alla clientela, è difficile non essere licenziati.

Almeno, pensa con un sorriso triste in volto, Federica non mi lascerà mai. Federica, la mano amica, fedele compagna che non ti tradisce mai. Una alla mano, per così dire.

Roberto trattiene il fiato e salta. La caduta è rapida, il dolore intenso. Fa appena in tempo a sentire il proprio grido, che la vista si oscura.

Roberto apre gli occhi, davanti a sé è tutto confuso, il bianco gli invade la vista. Mette a fuoco e vede se stesso sdraiato e un medico in camice con una cartella in mano.
«Lei è fortunato giovanotto», dice il medico, «ha riportato solo qualche frattura. Tra qualche settimana sarà come nuovo.»

I giorni passano e Roberto si rimette in piedi. Un sorriso beato e sincero prende possesso della sua bocca. Niente fa venire più voglia di vivere, che incontrare la morte faccia a faccia. Cammina verso casa, con un passo tranquillo, assaporandosi tutti i dettagli della città. A metà strada vede un’azienda di Software. Ha sempre sognato di fare il programmatore, ma non ha mai inviato il proprio curriculum, si vergognava. Decide di provare a chiedere lavoro, con risultati positivi.

Una settimana dopo, per festeggiare, va “da Luca”, il suo ristorante preferito, con i genitori, meravigliati dal loro “nuovo” figlio. Coincidenza dopo coincidenza, riesce a far colpo su una ragazza al bancone del ristorante.
«Piacere Roberto.»
«Piacere Rossella.»

“Non ci voleva molto, basta provarci e la vita risponde.” Pensa Roberto camminando vivacemente, con un mazzo di fiori in mano, verso casa di Rossella.
«Finalmente mi sono sistemato. Ho un lavoro, ho fatto pace con i miei ed esco con una ragazza stupenda.» Dice Roberto, a mezza voce, soddisfatto, quando un camion lo investe.

La vita è brava ad esaudire desideri, ma ha una pessima tempistica.

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