Messaggio

L'uomo vitruvianoChen Hu si sta asciugando le gocce di sudore sulla fronte. Nei suoi anni di scavi in Africa, quel fazzoletto era stato lo strumento più importante. Era un regalo della figlia, fatto qualche anno prima.
«Signor Hu! Signor Hu!» Hu girandosi vede un giovanotto, che aveva assunto un paio di mesi prima, venirgli incontro.
«Dimmi Stewart.» Gli dice Hu. I due sono faccia a faccia. Stewart, capelli di media lunghezza e fronte larga, rivolge lo sguardo in basso per guardare negli occhi Hu. Quest’ultimo, sui quarantacinque anni, porta un cappello legato al collo, che di tanto in tanto mette in testa per proteggersi dal sole, nascondendo i capelli corti e brizzolati.
«Ce l’abbiamo fatta, nella sezione X7D abbiamo trovato un reperto.» Hu accoglie la notizia con piacere, è da anni che esplora l’area, ma sul volto non trapela nulla.

Arrivato alla bocca della grotta, Hu vede una cassa.
«Apritela.» La cassa, fatta di ceramica particolare, è priva di decorazioni e non sembra un oggetto religioso.
«Fate la datazione a Termoluminescenza.» Ordina Hu, sperando che non fosse una burla.
Da dentro il contenitore, Stewart tira fuori, con cautela, un oggetto di metallo. È un quadrilatero sottile con in mezzo un cerchio e nel margine un bottoncino. Senza aspettare l’ordine, Stewart preme il bottone. Tra lo stupore di tutti, il quadratino emette un raggio, come quello di un proiettore. Hu, impassibile, vede una dopo l’altra emergere immagini ed insieme ad esse una voce umana che parla in una lingua sconosciuta. Man mano che la voce prosegue, appaiono: la figura di un essere umano, la Via Lattea, la Terra e altre immagini in successione.
«È una Stele di Rosetta», dice Hu piano, incredulo, cercando di fare mente locale, «le immagini servono per capire la lingua.»

Gli anni seguenti vedono impegnata tutta la comunità scientifica, finché il messaggio viene decifrato:

Questo è un messaggio dal genere umano, esploratori dell’Universo e conquistatori di Galassie. La Via Lattea è la nostra origine, la Terra la nostra patria. Abbiamo conquistato dieci Galassie, portando la vita su innumerevoli Sistemi Solari, fino a che l’inaspettato accadde. Una turbolenza ci investì e rese inutilizzabile tutta la nostra tecnologia. Questo è un ultimo messaggio disperato per lasciare un ricordo della nostra civiltà.

Ringrazio Anna per la correzione delle bozze.

Pensi che sia possibile che ci sia stata un civilizzazione molto avanzata prima di noi? Lascia un commento…

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