Nel buio

Sente Bau! Bau! in lontananza, lo sguardo scatta a sinistra e a destra, il cuore inizia a correre e i rumori della notte si fanno più vividi; mentre smette di pedalare e appoggia i piedi per terra per rallentare del tutto. Si guarda intorno; falso allarme, niente di cui preoccuparsi. Mentre ricomincia a pedalare sente solo il suo respiro affannoso e goffo e l’eco dei pensieri che gli ripete che è un fifone.

Dopo un paio di metri vede due puntini luccicare nel buio, un grugnito e due filari di denti. Preso dal panico, non sa se ha fatto prima a scendere dalla bici o a riempirsi le mutande di piscio. Sta di fatto che scappa, cercando di stare lucido, sentendosi l’interno coscia sempre più caldo. Attraversa la strada, facendosi quasi investire, sperando che sia la cosa a inseguirlo a finire sotto. Corre, corre e quando non ce la fa più si gira e inizia a piangere quando si rende conto di essere da solo.

Qual è una delle tue paure più grandi? Che magari si manifesta solo nelle tue fantasie?

Ringrazio Anna per la correzione delle bozze.

Pensiero critico

Siamo esseri intelligenti, Homo Sapiens Sapiens dicono, quindi doppiamente tali. Come prova del trionfo dell’intelligenza sull’ignoranza, si fa sempre lo stesso esempio: guarda quegli imbecilli del Medioevo, erano convinti che la Terra fosse al centro dell’universo e che tutti i pianeti girassero intorno ad essa; guarda noi, invece, quanto siamo evoluti, sappiamo che la Terra gira intorno al Sole. Abbiamo un pensiero critico noi!

Se prendete un qualsiasi libro di fisica, troverete una piccola regoletta: il moto di un corpo rispetto ad un altro è relativo al punto di riferimento. Il Sole è un punto di riferimento, reso tale per facilitare lo studio scientifico, ma per me, inutile e piccolo essere umano, la Terra rimane la mia ancora. Non è la Terra che fa i moti di rivoluzione, ma è l’universo che gira intorno ad essa. Sì, tutto l’universo.

Homo Vantis Vantis, sarebbe un nome più appropriato per la nostra specie. Ci piace vantarci di quanto siamo intelligenti, ma spesso usiamo “dati di fatto” a cui non abbiamo rivolto nemmeno un pensiero.

Non siamo intelligenti, e tanto meno abbiamo un pensiero critico, ci piace solo riportare quello che un altro ha detto. Quei pochi che sembra che ce l’abbiano, in realtà hanno solo voglia di ribellarsi, di tirar fuori tutto il male che hanno dentro, andando contro corrente. Lo so perché sono uno di loro.

Smettila di vantarti. Puoi leggere tutto quello che vuoi, ma non sarai mai più intelligente, al massimo sarai pieno di “dati di fatto” mai ponderati.

Qual è stata una tua convinzione che ti ha accompagnato per lungo tempo e che alla fine hai scoperto essere mal fondata? Lascia un commento…

Nella tana del lupo

Il mondo è pieno di  ingiustizie e Giulia lo sa bene. Crescere senza una figura materna è un reato. Reato compiuto dalla società, dalla “giustizia” Italiana. Aveva quindici anni, quando fu derubata dell’unica persona che sappia amare per davvero, la mamma. Grazia, donna tenace, ha tirato su una figlia con le sue sole forze. Il padre, uno spirito libero, libero da preoccupazioni e responsabilità, ha abbandonato la compagna non appena il pancione ha cominciato a farsi notare.

L’unica colpa di Grazia è stata di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Tornando a casa dal solo lavoro che era riuscita a trovarsi, cameriera osé in uno squallido bar di periferia, è stata arrestata. Faceva la stessa medesima e noiosa strada del ritorno ogni notte. Quella volta prese una scorciatoia e si imbatté nel corpo defunto del suo ex compagno. Disperata cercò di aiutarlo, ma la polizia la trovò con le mani insanguinate. I fatti parlavano chiaro. Il movente c’era, si trovava sul luogo del delitto, sentenza di condanna definitiva: vent’anni di purgatorio nel carcere Verziano di Flero City.

Sono passati tre anni. Giulia, oramai maggiorenne, si è abituata alla rabbia. La tristezza e lo sconforto fanno da sfondo alla sua quotidianità, ma lei va avanti giorno per giorno, senza mai scordare. Ogni sera prima di addormentarsi sogna di riconciliarsi con sua mamma.

Una mattinata di scuola le si presenta un’occasione irripetibile. La scuola ha organizzato una corsa con i carcerati con obiettivi educativi. La data della corsa coincide con un’eclissi totale. Giulia, durante le visite alla madre, ha avuto modo di osservare gli edifici, gli spazi adiacenti e gli spostamenti dei secondini. L’occasione c’è. Deve rendere giustizia alla madre, deve liberarla. Le viene l’idea e ne parla con lei. Grazia in principio dice di no, non è convinta, cerca di dissuadere la figlia. Troppo rischioso. La speranza di riavere la propria vita e di stare affianco a sua figlia alla fine prende il sopravvento: vuole evadere. Il piano è semplice: durante la corsa approfitteranno del buio e dello stupore portato dall’eclissi per nascondersi dentro a un edificio, da tempo inusato, per poi  scavalcare il recinto dietro il carcere.

Il fatidico giorno, le due donne, come pianificato, si nascondono dentro l’edificio. Sembra che il più sia fatto, ma le guardie sono accorte e le tenevano sott’occhio fin dall’inizio, conoscendo bene il legame che le univa. Tentativo fallito.

Ora madre e figlia sono di nuovo insieme, per almeno cinque anni, durata della carcerazione di Giulia.

Ringrazio Anna per la correzione delle bozze.

Scuola

Cara Scuola,
in sei anni ne abbiamo passate molte insieme. Sto per lasciarti, ma non mi mancherai.

Ti ricordi quando ci vedemmo per la prima volta? Faceva caldo, lo zainetto era leggero sulle spalle, ma ci pensavano le preoccupazioni ad appesantirmi. “Mi impegnerò”, mi dicevo, “studierò e sarò uno studente modello.” Non l’avessi mai detto. Che ne sapevo degli insegnanti stronzi, o delle note, o di quei compagni, sì simpatici, ma grandi teste di cazzo. Se mi chiedi come si formano le rocce, ti rispondo “Sono fatti loro”, ma chiedimi se ho imparato a fumare. Sì, purtroppo. Se ho trovato degli amici. Sì, e non solo, ho trovato anche l’amore, però non scordare di tutte le grandi delusioni.

Cara Scuola, sei stata una scuola di vita. Ho imparato a socializzare, anche se con qualche difficoltà, ad avere a che fare con gli stronzi, o a tenere a bada gli insegnanti, che si credono superiori, tanto loro hanno il coltello dalla parte del manico, giusto? A essere furbo, ti ricordi tutte le volte che ho copiato? E quando bruciavo, falsificando la firma dei miei? Che emozione!

Sono cresciuto, non grazie ai libri, ma grazie a tutte quelle situazioni che mi hanno messo in difficoltà e che mi hanno insegnato a cavarmela.

Addio,
Penpoe

Barzellette

Anche le barzellette sono una forma di racconto, anche se particolare dato che il loro obiettivo è fare ridere. Una barzelletta deve cogliere l’attenzione del lettore, in certi casi deve dare anche un pochino di suspense e stupirlo con un colpo di scena, qualcosa di inaspettato, per farlo ridere. Ho raccolto alcune delle mie barzellette preferite…

  1. Durante una corsa:
    – “Papà, perché corre tanto quella gente?”
    – “Perché il primo riceverà un premio.”
    – “E allora, gli altri perché corrono?”
  2. Nello scompartimento di un treno un signore estrae un pacchetto di sigarette, ne accende una e lo rimette via. L’altro viaggiatore gli chiede:
    – “Ne ha una in più?”
    Il signore estrae di nuovo il pacchetto, lo controlla e risponde:
    – “No, ne ho una in meno.”
  3. “Nonna, sento odore di morte… Nonna… Nonna… Nonna!?”
  4. – “È morta zia. Ha dato cuore, occhi, polmoni, milza e reni facendo felici sette persone!”
    – “Invece mia sorella è viva, dà solo il culo e fa felice un sacco di gente!”
  5. – “Pronto? È il manicomio provinciale?”
    – “No guardi che si è sbagliato, qui non abbiamo telefono!”
  6. Un cristiano chiede a un ebreo:
    – “Perché voi ebrei rispondete a una domanda con un’altra domanda?”
    – “Perché non dovremmo rispondere così?”

Sono talmente appassionato di barzellette che ho deciso di creare un sito dove raccogliere le migliori (secondo me): https://raccolte.pw/barzellette/ (Versione inglese: https://jojokes.org)

Buone risate :)

Barzelletta: marito incazzato